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Progetto

Barili - Gli spazi e la luce

Gli spazi e la luce

Progettista: Flavia Santoro
Intervento: Ristrutturazione di una abitazione
Luogo: Bari
Pubblicato in: Progetti - Cartoline di architettura, Bari
Edizione periodica: Dicembre 2016
Casa editrice: Quid Editori

Gli spazi e la luce

La ricerca di una nuova identità è il punto fondamentale d’ogni ristrutturazione. Perché – in fondo – è il senso di novità, d’ampliamento, di una nuova luminosità ciò che viene ricercato. E quando un committente si rivolge ad un progettista, chiede di appagare il suo desiderio di nuovi spazi, nuove luci, nuova vitalità alla propria abitazione. Ecco allora che al piano terra di una palazzina, in una zona residenziale di Bari, si ha questo rinnovamento curato dalla interior designer Flavia Santoro, in cui già varcato l’ingresso ci si trova di fronte all’elemento iconico della casa: gli specchi dell’imponente armadio, le cui nove ante dominano lungo tutto il corridoio che guida ospiti e abitanti nelle due zone della casa, quella dedicata agli spazi comuni e quella delle stanze private. Risulta allora chiaro come questo sia un rinnovamento che prima di tutto comincia con la ricerca della giusta matericità, delle giuste armonie di colori e di forme: un enorme lavoro dietro alle luci, che quasi impercettibili, sono nascoste in tutta la casa, integrate nei soffitti delle stanze. Il bianco delle pareti che compongono la cucina ad esempio, ne esce risaltato, ancor più brillante. La cucina appunto, ambiente della casa dove forse è più percettibile il senso di innovazione portato dalla progettista: una serie di geometrie minimali, di linearismo, si ritrova nei finimenti in metallo come negli elementi che compongono la cucina; nel caminetto in ardesia come nella serpentina che non solo donano carattere e design ma sono anche funzionali. È innegabile poi il senso di libertà che comunicano gli ampi spazi che, luminosissimi e privi di ogni ingombro o elemento superfluo, donano alla ristrutturazione un senso di accrescimento. Ovviamente anche la luce naturale contribuisce ad irraggiare la zona living e la zona cucina, grazie a porte finestre e ad una grande vetrata – la cui altezza determina quella delle porte interne – che permette di godere della luce naturale come del bellissimo patio: un dialogo tra interno ed esterno grazie ai giochi di luce e ad un richiamo continuo nei materiali. Il parquet in grandi doghe in rovere naturale è poi un altro preziosismo che la designer ha voluto accompagnasse gli abitanti in tutto l’appartamento, con la sola eccezione della cucina, dove la pavimentazione è sostituita da un materiale altrettanto prezioso: il granito. Spostandosi poi nella zona notte, la zona più intima della casa dove sono le tre camere e i due bagni, si nota come a far risaltare le cromie e i giochi di luce e degli specchi siano anche gli oggetti che compongono gli arredi. Ad esempio l’anfora, con le sue concrezioni e i suoi toni opachi, e la base che la sorregge, realizzata tramite un cubo che quasi sembra levitare e che a sua volta sostiene in maniera eterea il reperto grazie a quattro piccoli spot. È un contrasto, quello tra l’antico dell’anfora e il moderno del minimalismo della base che la solleva, che esalta ancora di più il design e le idee della progettista. I due bagni poi sono il tocco di classe che esaltano ancora di più il tutto il lavoro compiuto, a cominciare dal bagno padronale, il cui ingresso è nascosto da una delle ante a specchio del corridoio, ove continua la pavimentazione in parquet di rovere il quale dialoga coi preziosismi e al tempo stesso contrasta con i cromatismi del marmo rainforest brown che racchiude la doccia. Un marmo dal gusto esotico che, come sottolinea la progettista stessa, “è stato illuminato in modo da esaltare le trame della sua struttura, che evocano mappe di intricate foreste equatoriali”. Il rinnovamento è dunque il compimento ultimo del lavoro di un’interior designer che ricrea il dinamico susseguirsi di luci ed ombre, di riflessi, di giochi cromatici, di spazi liberi che si ampliano proprio grazie alla luminosità che li pervadono. 

Testo: Massimiliano Gattoni
Foto: Vito Corvasce