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Progetto

Barili - Intimità conviviale

Intimità conviviale

Progettista: SPS architetti - Stefania Lattarulo, Paola Francesca Masciopinto
Intervento: Intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria presso un’immobile facente parte di un edifico degli anni ’70
Luogo: Bari
Anno di realizzazione: 2018
Dati dimensionali: 120 mq
Pubblicato in: Progetti - Speciale Bari
Edizione periodica: Dicembre 2018
Casa editrice: Quid Editori

Il recupero degli elementi di arredo e l’ampliamento dei volumi, come chiave di lettura di una ristrutturazione

Le abitazioni, spesso, sono più di quattro mura e pochi mobili: sono retaggi del passato, testimonianze familiari cariche di ricordi e di momenti su cui non è facile intervenire. E quando allo studio di progettazione sps architetti è stato chiesto di agire su un interno di questo genere, si è dovuto fare i conti con cinquant’anni di storia. Una storia intima, certo, ma non meno importante; una storia che comincia nel secolo scorso e da lì si evolve, aggiungendo piccoli tesori e nuovi elementi fino al momento in cui arrivano Stefania Lattarulo e Paola F. Masciopinto. Le progettiste si sono innanzitutto interfacciate con il committente, un uomo gioviale, che ha abitato in questa dimora per quasi una vita insieme alla zia, e insieme ad essa ha imparato ad apprezzare la cucina e i momenti conviviali. È proprio da questi tre elementi che sono partite: la memoria, la cucina e la condivisione dei momenti negli spazi comuni. Ovviamente, si sono dovute anche interfacciare con lo stato di fatto dell’appartamento, che non permetteva - apparentemente - di dilatare gli spazi: sebbene le dimensioni effettive e le vecchie suddivisioni (tipiche di un appartamento degli anni ’70) non lo permettessero, Lattarulo e Masciopinto, hanno dettato gli spazi e hanno rielaborato la disposizione e la conformazione degli ambienti. Il risultato? Un interno completamente rinnovato, dove protagonista è la zona living direttamente connessa ad una grande cucina - disegnata su misura - ove il committente può ora sbizzarrirsi in tutta comodità nella creazione di piatti e leccornie, e allo stesso tempo può interagire con i suoi ospiti grazie all’apertura di questo ambiente verso il salotto. Tutto ruota attorno alla cucina, che grazie all’uso delle cromie e delle aperture luminose, sembra dilatarsi: due volumi color cobalto dialogano grazie ad un diafano piano di lavoro che, elegante e sottile, sembra fendere lo spazio. Ma non solo: le ceramiche utilizzate a protezione delle pareti sono un piccolo rimando allo stile retrò, correlandosi al grande lavoro di recupero che le progettiste hanno compiuto sui “tesori” di questo appartamento. Guidando il committente che, ignaro, voleva rinnovare completamente gli arredi, sono riuscite a recuperare pezzi di grande pregio, come lo specchio, parte di un mobile risalente al 1800; unite a delle citazioni moderne, come le ceramiche utilizzate per rivestire uno dei bagni e la cucina. In tutti gli ambienti dell’appartamento si percepisce una grande tranquillità, dovuta al dialogo tra i colori - guidati dal bianco - e a spazi privi d’ingombri ed elementi superflui. Il committente, una volta varcata la soglia, ha espresso la sua contentezza agli architetti: la ricompensa migliore per un progettista, forse, è proprio quella di percepire la soddisfazione di chi va a vivere il proprio lavoro, in questo caso, fatto di intimità e di convivialità.

 

Testo - Massimiliano Gattoni
Foto - Vito Corvasce