Barili

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Progetto

Barili - Ispirazione di pregio

Ispirazione di pregio

Progettista: Antonella Laruccia
Intervento: Ristrutturazione casa a schiera
Luogo: Conversano (BA)
Anno di realizzazione: 2014 - 2015
Dati dimensionali: 240 mq (superficie interna), 160 mq (superficie esterna)
Pubblicato in: Progetti - Bari
Edizione periodica: Giugno 2015
Casa editrice: Quid Editori

A Conversano una villa degli anni '80 offre spunti di riflessione al tessuto urbano circostante

Il primissimo approccio di un progettista a un nuovo lavoro è il sopralluogo sul posto; quello è il momento in cui, per la prima volta, si entra in contatto con quello che sarà l’oggetto dello studio creativo e della successiva realizzazione. Come in una sorta di “incontro emozionale” il futuro autore della progettazione si ritrova inevitabilmente a creare immagini mentali (a volte libere e incontrollate) di quello che c’è e di quello che ci sarà o per lo meno che potrebbe esserci. Fondamentale a tal proposito è l’approccio con il contesto inteso come tutto ciò che sta intorno al manufatto oggetto dell’intervento. Ed è proprio nel contesto che l’architetto Antonella Laruccia trova l’ispirazione e il senso del suo operare: «…guardando la stecca informe di case addossate l’una all’altra […] sentivo il bisogno di riqualificare quel pezzettino di città, proponendone un esempio possibile e ripetibile all’interno del tessuto urbano degradato…». Queste le testuali parole della progettista che interviene su una villa degli anni ’80 per adeguarla alle nuove istanze estetico-funzionali richieste dalla committenza. La sinergia tra architetto e proprietari ha permesso la realizzazione di un intervento in cui funzionalità, rigore formale e omogeneità dei materiali e dei colori sono tratti caratterizzanti. I materiali naturali uniscono concettualmente la composizione degli interni e degli esterni: legno per i pavimenti e pietra naturale per i rivestimenti uniformano esteticamente le superfici in un continuum interno-esterno rispondente a un’altra esigenza della committenza. La tavernetta a piano seminterrato si sviluppa in continuità con le pertinenze esterne attraverso la rimozione del terrapieno antistante e la realizzazione di una gradonata composta da elementi parallelepipedi polimaterici e policromi che fungono contemporaneamente da gradoni e arredi (panche, aiuole, etc.). Fondamentale nel ricucire il rapporto interno-esterno è anche il ruolo della luce naturale che inonda gli ambienti attraverso ampie vetrate ricavate nei fronti. Gli interni sono anch’essi modulati sulla linearità delle forme, la pulizia dei volumi e una palette armoniosa derivante dagli accostamenti materici. Arredi di alto design vivacizzano e impreziosiscono gli ambienti creando una compagine architettonica contemporanea, ma mai fredda o poco accogliente. Brise-soleil lignei sui prospetti, infine, dialetticamente in contrasto con la recinzione trasparente, danno ulteriore carattere alla composizione che ha come struttura di base la banalità dell’edilizia convenzionata dei decenni passati. Ecco come l’architetto Laruccia ha dato coerentemente seguito a quella che è stata la sua prima impressione di quanto era chiamata a trasformare e riqualificare: una villa contemporanea quella che appare oggi modello di contemporaneità e di qualità architettonica che, evitando qualsiasi tipo di introspezione, si apre alla città riqualificando l’intero contesto.

Testo: Alessandra Maria Loglisci
Foto: Antonio e Roberto Tartaglione