Barili

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Progetto

Barili - La casa nel recinto

La casa nel recinto

Progettista: Finepro - Michele Sgobba Imma Resta
Intervento: La casa nel recinto: una corte interna e la pietra rendono riconoscibile una casa unifamiliare nel centro storico alberobellese
Luogo: Alberobello (BA)
Anno di realizzazione: 2013 - 2016
Dati dimensionali: 174 mq (lotto), 643,40 mc (volume), 140,80 mq (sup. coperta)
Pubblicato in: Progetti - Bari
Edizione periodica: Ottobre 2015
Casa editrice: Quid Editori

Introduzione del contemporaneo nel contesto storico del centro di Alberobello

Guardarsi attorno, studiare il luogo, esplorare il contesto è forse uno degli approcci alla progettazione più confacenti alla realtà italiana. Centri storici consolidati e realtà rurali di riconosciuta fama storica, infatti, impongono al progettista una totale e assoluta attenzione verso ciò che già c’è, al fine di eludere il rischio di danneggiare quanto la storia ha donato alla comunità. Questo concetto ha insito in sé una profonda coscienza del valore del paesaggio (inteso in senso lato) che discende, a sua volta, dalla profonda conoscenza del territorio e della storia di cui esso è il risultato visibile. Ad Alberobello (sito UNESCO), in piena Valle D’Itria, gli architetti Michele Sgobba e Imma Resta scelgono questo approccio per la progettazione e realizzazione di una casa unifamiliare nel centro storico partendo proprio dallo studio del lotto sul quale sono chiamati ad intervenire. I muri bianchi in pietra, compatti e con piccole aperture e la corte interna, sono le peculiarità di una casa che non poteva che sorgere ad Alberobello. La considerazione di quanto c’era (un giardino recintato in stato di degrado) e della tipologia di casa a corte (tipica del luogo), guida gli architetti nell’introduzione del nuovo nell’antico inserendolo nel contesto in maniera sommessa, ma caratterizzante. Un volume, fortemente introspettivo nel suo sviluppo planimetrico, si impone nella realtà urbana con i prospetti principali in pietra, bianchi, massivi ed ermetici e i prospetti laterali caratterizzati da finestre a nastro, elementi di riconoscimento del nuovo nucleo rispetto alla preesistente muratura perimetrale. All’interno, la corte, è l’elemento cardine della composizione; le ampie vetrate prospicienti ad essa, assicurano la continuità visiva degli spazi interni e di quelli esterni privati. All’interno della“scatola bianca”, gli ambienti della casa si sviluppano su quattro livelli collegati da una scala interna e da una piattaforma elevatrice. Si accede al piano terra dove un disimpegno conduce al parcheggio coperto e alla scala di collegamento con il piano rialzato livello della zona giorno con living, cucina, angolo studio e terrazzino attrezzato. Proseguendo si giunge al primo livello dove si sviluppa la zona notte con tre camere da letto e relativi servizi; al piano copertura si estende una zona relax con braciere e sedute mentre al piano interrato la spa, con zona fitness e servizi conclude la compagine planimetrica della casa. Linee tirate e semplicità compositiva sono gli etimi dell’arredamento caratterizzato dall’utilizzo di noce canaletto e di cromatismi giocati sul contrasto tra bianco, tortora e color cacao. La superficie pavimentale è completamente in resina e questo materiale è utilizzato anche per le pareti dei bagni e degli arredi fissi dei terrazzi. L’atmosfera è fortemente contemporanea, raffinata ed elegante e il largo uso del vetro assicura la continuità percettiva tra i vari ambienti e tra interno ed esterno. Un edificio unico, in un luogo tra i più prestigiosi d’Italia, in stretto dialogo con la storia, ma contemporaneo nel suo carattere; scrigno di spazi confortevoli e assolutamente piacevoli da vivere.

Testo - Alessandra Maria Loglisci
Foto - Vito Corvasce