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Progetto

Barili - Luci di passato

Luci di passato

Progettista: Enrica Capodacqua
Intervento: Ristrutturazione e ridistribuzione funzionale di un appartamento
Luogo: Bari
Anno di realizzazione: 2016
Dati dimensionali: 180 mq
Pubblicato in: Progetti - Bari
Edizione periodica: Ottobre 2015
Casa editrice: Quid Editori

Bari riscopre il suo cuore Liberty nella ridistribuzione funzionale di un interno

A volte capita che nel corso di varie ristrutturazioni e riqualificazioni il carattere romantico e artistico di un luogo venga pian piano perduto, rendendo quasi invisibile agli occhi di un profano dell’arte la potenzialità di un’abitazione: questo è accaduto a Bari in via De Nicolò all’arrivo dell’architetto Enrica Capodacqua che è subito stata ispirata per il suo progetto dalle caratteristiche Liberty del luogo, tra cui gli stucchi delle volte alte quattro metri, le proporzioni degli ambienti e i portali modanati in radica di rovere. Nella perplessità iniziale del committente solo la visione di insieme votata alla rinascita, o meglio, al rispolvero di un’antica e celata bellezza nascosta sotto strati di modernità dell’architetto ha potuto dare luogo a quello che potremmo definire un processo di riscoperta. Guardando agli interni come gli “intradossi” nasceva la convinzione che ci si trovasse al cospetto dell’architettura osservata in quella parte di città dove il contesto urbano è fortemente caratterizzato dal Liberty; eclettico e dalle linee di decoro sinuose delle facciate, tipica firma degli scalpellini di quegli anni. Il suo potenziale nelle superfici utilizzabili risultava però inadeguato alle esigenze di una coppia con tre figli, bisognava far prendere forma al progetto partendo dal luogo più angusto della casa: la cucina. Osservando il progetto iniziale era chiaro che lo spazio era scarsamente illuminato perché occluso dall’unica finestra con affaccio sulla piccola corte interna. La trasformazione dei muri divenute pareti in vetro colorato o setti, ha aperto nuove vie di luce generando nuovi spazi più adatti ad ospitare la vita familiare in un intimo e confortevole salone. Gli ambienti della zona notte, tra cui la suite matrimoniale hanno subito un’opera di ricalibrazione con piccoli interventi tra cui l’annessione di un deposito sul balcone interno della zona padronale. Attraverso un delicato intervento di restauro volto al recupero dei portali di ingresso alle stanze in radica è stato possibile riportare alla luce tutti gli stucchi conservando quella poetica patina del tempo. Per il pavimento, precedentemente deturpato dai rimaneggiamenti che avevano rimosso lo strato originale, si è optato per una superfice neutra con grandi listoni di parquet di rovere sul quale poggiano o sono sospesi mobili di legno laccato dalle linee ricorrenti nei telai della parte interna della casa. Per onorare la ritrovata geometria del decoro, anche i rivestimenti policromatici dei bagni sono stati adattati alle forme e colori degli edifici di pregio del quartiere. Luce, ampiezza e decoro, con queste tre parole riassumiamo questo processo di rievocazione del “fantastico” che fa comprendere come a volte i segni della storia con il frastuono di ogni loro silenzio possano riempire di bellezza ogni luogo. 

Testo - Chiara Terenzi
Foto - Vito Corvasce