Barili

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Progetto

Barili - Palazzo Abbatescianni

Palazzo Abbatescianni

Progettista: Annalisa Macina, Gemma Radicchio
Intervento: Recupero e riorganizzazione di un edificio ai margini del borgo murattiano
Luogo: Bari
Anno di realizzazione: 2014
Dati dimensionali: 1500 mq
Pubblicato in: Progetti: Cartoline di architettura, Bari
Edizione periodica: Luglio 2015
Casa editrice: Quid Editori

Il magico richiamo del bianco

A Bari ai margini del borgo murattiano un edificio con undici appartamenti recuperato e riorganizzato grazie ad un accurato studio degli spazi e una piacevole alternanza di bianco e toni materici.

Tra via Napoli e via Bonazzi sorge questo fabbricato di proprietà della famiglia Abbatescianni, che pur non avendo un particolare valore storico, possiede alcune caratteristiche architettoniche e tipologiche proprie degli edifici del “borgo murattiano” che hanno indotto gli architetti Gemma Radicchio e Annalisa Macina nella fase di progetto a scelte conservative che preservassero l’essenza della costruzione. Per questo motivo i prospetti non sono stati alterati tranne nella scelta cromatica che ha previsto di non differenziare le cornici e gli archi con colori differenti. Un unico colore, il bianco, ha il compito di scandire semplicemente il rapporto tra pieni e vuoti, in un gioco e in un’alternanza di volumi. Gli infissi pensati in legno verniciato sono completi di vetrocamera e di pannelli oscuranti di colore grigio.
Ma entriamo nel cuore del progetto, partendo dal piano terra dove si è scelto di non modificare l’accesso da via Napoli contraddistinto dal n. civico 13 e si è deciso di ubicare l’ascensore al centro del vano scala prevedendo, allo sbarco di ogni piano, una passerella di collegamento con i pianerottoli.
Il pavimento dell’androne è realizzato con in listoni trapezoidali in legno che donano un tocco glamour a questa zona di accoglienza mentre tutti i pavimenti delle zone comuni così come i rivestimenti sono in gres porcellanato grigio. Pochi elementi completano e arredano l’ingresso, tra i quali una panca in legno e le cassette della posta. Salendo ai piani superiori il rispetto per la struttura tipologico costruttiva ha comportato una ridistribuzione degli appartamenti cercando di intervenire il meno possibile sulla struttura esistente. Il progetto ha previsto anche la realizzazione di un parcheggio privato per l’edificio; la copertura di quest’ultimo è stata immaginata come un giardino pensile con terreno vegetale, prato all’inglese, arbusti e piante. Il giardino, dei proprietari delle unità immobiliari poste al piano primo, oltre ad essere pensato come un piacevole luogo di sosta per i residenti ha il compito di migliorare nel complesso la qualità urbana di tutta l’area. La soluzione distributiva ha previsto al piano primo tre appartamenti, al piano secondo cinque appartamenti mentre al piano terzo tre appartamenti, a questo livello si è pensato di creare degli accessi al lastrico solare al fine di dotare le singole unità di stanze a cielo aperto con pergolati realizzati con travi e pilastri in legno. i pergolati sono realizzati con strutture smontabili, avvitati al pavimento del lastrico. il Il progetto si è posto come obiettivo la realizzazione di alloggi con un alto standard abitativo e di finiture e pertanto sono state escluse tutte le ipotesi che potessero diminuire il pregio dell’immobile. All’interno degli appartamenti sono protagonisti i colori chiari per donare luminosità agli ambienti, i pavimenti sono stati pensati in parquet mentre le porte e le finestre rispettano lo stile originario.

Foto: Vito Corvasce