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Progetto

Barili - Arredi che nascondono

Arredi che nascondono

Progettista: Anna Ingrosso
Intervento: Ristrutturazione e ridistribuzione funzionale.
Luogo: Modugno (Bari)
Anno di realizzazione: 2013
Dati dimensionali: 150 mq
Pubblicato in: Progetti - Bari
Edizione periodica: Maggio 2014
Casa editrice: Quid Editori

Ribaltamento funzionale ed artifici architettonici per la privacy e il comfort

Bruno Taut, nella sua speculazione attorno al problema dell’abitazione, precisa che non esiste una «astratta bellezza » o una «astratta praticità», ma che esse convivono in un binomio inscindibile insito nella natura dell’architettura abitativa; all’architetto è lasciato il compito di dare dignità artistica all’oggetto funzionale. Nella ridistribuzione di un appartamento è necessario, innanzitutto, considerare le funzioni richieste ma, al fine di preservare la dicotomia di cui parlava Taut, bisogna riconoscere i punti di forza da eleggere come centri compositivi che doneranno il decoro artistico all’oggetto “casa”. Come sempre accade in interventi architettonici di questo genere, il progettista deve confrontarsi immediatamente con la preesistenza degli esterni che condizionano inevitabilmente il progetto di interior. Anna Ingrosso, nel suo appartamento a Modugno, elegge a fulcro della sua architettura il terrazzo che, però, a causa della sua posizione opposta rispetto all’ingresso alla casa, pone un grande problema distributivo: come ricavare la zona giorno laddove sembra essere la fisiologica posizione della zona notte. Fissando come punto fermo la condizione che il terrazzo deve essere di pertinenza del living, la progettista ribalta le funzioni concettualmente ovvie ponendo la zona notte in diretta prospicienza dell’ingresso all’unità abitativa. Tuttavia, una delle caratteristiche richieste a quest’ultima è la privacy, difficile da ottenere in contingenze di questo genere. Ecco che la Ingrosso accoglie la sfida e si serve dell’arredo per creare tutte le condizioni richieste senza rinunciare alla qualità architettonica. Seguendo il concetto che essa stessa definisce di «impercettibilità» realizza, nella zona dell’ingresso, una parete attrezzata in legno laccato contenente due porte a scomparsa che conducono rispettivamente alla master bedroom ed al bagno con annessa zona lavanderia. Di fronte alla parete attrezzata, una terza porta a filo muro conduce ancora ad altre due camere da letto con annesso bagno. È l’arredo, quindi, lo strumento di cui l’architetto si serve per garantire la giusta privacy agli utenti dissimulando gli ambienti più “intimi” della casa dietro librerie e pareti apparentemente cieche. Determinante, inoltre, è il ruolo del corridoio di ingresso che, distribuendo la zona notte, funge anche da “cannocchiale” verso l’ampio living nella zona posteriore. Nella scelta dei materiali e dei cromatismi, l’architetto ritrova nel total white un altro punto di forza del suo progetto. Il monocromatismo delle pareti, dell’arredamento e del pavimento è in alcuni tratti interrotto da inserti in grigio che contribuiscono a dare calore agli ambienti. La luce, infine, sottolinea ed enfatizza i percorsi all’interno di un ambiente nel quale, come auspicato da Taut, ilaur connubio tra funzione ed arte trova la sua compiutezza.

Testo: Alessandra Maria Loglisci
Foto: Vito Corvasce