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Progetto

Barili - Scenografia della progettazione

Scenografia della progettazione

Progettista: Mauro Sàito (capogruppo coordinatore), Micaela Pignatelli, Nicola Stefanelli, Massimiliano Quarta
Intervento: Restauro del Palazzo del Mezzogiorno, Sede Apulia Film House
Luogo: Bari
Anno di realizzazione: 2014 - 2017
Dati dimensionali: 7.826 mq
Pubblicato in: Progetti - Bari
Edizione periodica: Ottobre 2015
Casa editrice: Quid Editori

Il Palazzo del Mezzogiorno, edificio simbolo dell’architettura moderna a Bari, riadibito a nuovo spazio culturale

Nasce a Bari un nuovo spazio culturale, il cui scopo è sia recuperare uno dei simboli dell’architettura moderna della cittadina pugliese (il Palazzo del Mezzogiorno, realizzato da Piero Mario Favia nel 1951), che donare ai cittadini e ai visitatori una struttura museale innovativa, che permetta la conoscenza del passato, presente e futuro della “settima arte”: il Cinema. Non è stato un compito da poco per il gruppo di progettazione guidato dal progettista Mauro Saito, e composto da tantissimi collaboratori, poiché questo recupero ha interessato diversi ambiti: va considerato innanzitutto il grande lavoro dietro il restauro, ovvero una grande comprensione filologica dei caratteri originari dell’opera (per altro vincolata dal MIBACT), integrando e recuperando tutti quegli elementi perduti nel corso del tempo (come gli elementi di “Testo”) o addirittura di parti non realizzate ma previste nell’impianto originario. Altro punto da tenere in considerazione è la rifunzionalizzazione dell’edificio che, da sede del Banco del Mezzogiorno, diventa un polo museale: macchine precinema, lanterne magiche, proiettori ed altri macchinari, a cui va ad aggiungersi una ricchissima cineteca (con un contributo di lungo e cortometraggi, di vari millimetraggi e locandine). Per ospitare tutto ciò è stato ripensato lo spazio interno della struttura originale per trasformarla nell’attuale Apulia Film House, creando ambienti nuovi: un’ampia hall d’ingresso dove ad accogliere il visitatore è un bancone dal disegno curvo (in relazione alla parete retrostante e alla scala); a cui si aggiungono le sale Levante (destinata alla didattica per bambini e ragazzi, grazie ad un laboratorio per la riproduzione dei rumori, tavoli e sedute); Tridente (dedicata al pre-cinema, a cui si accede attraverso una tenda arancione verso uno spazio dominato da una teoria di campate); Fitto (che ospita due spazi destinati alle esperienze virtuali tramite due strutture metalliche in cui sono disposti monitor e rivestimenti in pannelli trasparenti in policarbonato alveolare); De Tullio (maestosa sala che ospita ben 3 set cinematografici); ed una hall superiore. Il tutto considerando i nuovi criteri di funzionalità, efficienza energetica e sicurezza:il team di progetto si è anche occupato di ammodernare gli impianti energetici e idrici, adeguandoli alle normative vigenti; e lo stesso discorso vale per i criteri antisismici, ora tenuti in considerazione grazie ad un miglioramento strutturale. Il grande lavoro di restauro è costituito da tanti dettagli che - proprio come la sceneggiatura di un film - vanno a completare una grande storia: il riutilizzo e il recupero dei materiali tradizionali, come intonaco e pietra calcarea locale, hanno conferito eleganza e rispetto storico alla nuova struttura, in cui si inseriscono pareti a cappotto nelle facciate esterne, coperture realizzate con la tecnica del “tetto a rovescio”, un recupero e lucidatura dei pavimenti “in palladiana”. Un grande riguardo non solo alla storia dell’edificio ma anche dell’ambiente e delle prestazioni energetiche. Ovviamente, un progetto del genere ha coinvolto anche l’area circostante: il gruppo di progettazione guidato da Mauro Saito ha strutturato anche una “rambla”, una grande via che guida attraverso il polo fieristico, in un lussureggiante contesto verde (con eliminazione di piante dannose), fino a raggiungere un’arena pensata per spettacoli e proiezioni all’aperto, con una disponibilità di circa 300 posti a sedere. La storia del territorio e dell’architettura pugliese si uniscono perfettamente alla magia del cinema; dove il progetto salva il passato e proietta il futuro.

Testo - Massimiliano Gattoni
Foto - Alberto Muciaccia