Barili

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Progetto

Barili - Sentimento storico

Sentimento storico

Progettista: Maria Rita Pavone
Intervento: Risanamento conservativo e recupero funzionale di villa ottocentesca
Luogo: Rutigliano (BA)
Anno di realizzazione: 2007 - 2016
Dati dimensionali: 8.000 mq circa (superficie lotto) 980 mq (superficie costruita)
Pubblicato in: Progetti - Bari
Edizione periodica: Ottobre 2015
Casa editrice: Quid Editori

L’ottocento pugliese rinasce a Rutigliano

Il famoso architetto francese Eugène Emmanuel Violletle-Duc, noto per aver “reinventato” il medioevo e il suo recupero nella Francia della Belle Èpoque, affermava che “Restaurare un edificio non è conservarlo, ripararlo o rifarlo, è ripristinarlo in uno stato di completezza che può non essere mai esistito in un dato tempo” e proprio a tal fine “L’architetto incaricato di un restauro deve conoscere con esattezza non solo gli stili afferenti a ogni periodo dell’arte, ma anche quelli appartenenti ad ogni scuola”. Vedendo il compimento del lavoro su questa villa di metà ottocento, non possiamo che riconoscere nell’intervento operato dalla progettista Maria Rita Pavone, il pieno adempimento delle parole di Viollet-le-Duc: tramite un lungo e complesso intervento di restauro, è riuscita a restituire a questo complesso edificio alle porte di Rutigliano, non solo la propria identità storico-artistica, ma anche un’accezione moderna. Un restauro edilizio che salva e restituisce, offrendo anche qualcosa di nuovo, grazie ad ammodernamenti perfettamente integrati nel tessuto storico dell’edificio. Un edificio che trasuda storia da ogni transetto: edificata nel 1840, ha subito diverse modifiche e ampliamenti fino al 1854, come testimoniano le epigrafi, e ha in sé il tipico impianto dell’architettura nobile ottocentesca del barese, riconoscibile nelle tre grandi aperture con archi ogivali, nei due grossi torrioni a pianta esagonale, e in una grande veranda ovale, solo per citare alcuni elementi. Un cielo limpido e maestoso, si staglia a dismisura sopra la villa e sopra il suo parco, sulla sua natura rigogliosa che quasi sembra nascondere il viale. Un viale che si biforca e si ricongiunge innanzi alla veranda a pianta ellittica, sporgente rispetto alla facciata d’ingresso principale alla villa. L’intervento comincia qui, con la pulizia delle parti in pietra presenti nelle facciate esterne, e con la scialbatura delle parti rimanenti, proseguendo quindi sul più significativo lavoro sulla veranda ellittica che, a detta della progettista stessa, “a causa di umidità e presenza di erbacce, si presentava in uno stato di degrado avanzato”. Il minuzioso processo di restauro ha inoltre coinvolto anche i fabbricati di pertinenza, come la depandance - localizzata nella parte retrostante - che ha a lungo sofferto di problemi legati all’incedere del tempo e alle infiltrazioni dell’umidità, e che attraverso un completo ripensamento degli spazi interni, al consolidamento delle murature esterne ed alla sostituzione completa dei solai in legno, è riuscita a riscoprire la propria funzionalità. Un altro tratto caratteristico della storicità dell’edificio sono senza dubbio le volte “a vela” in tufo, che la progettista è riuscita a salvare dalle grinfie dell’umidità che stavano lentamente sgretolando la rimessa: questo corpo di fabbrica, in seguito alla sostituzione del pacchetto isolante e della pavimentazione, ospita adesso la grande piscina a pianta rettangolare, foderata in gres porcellanato volutamente in colore beige, così da ricreare un effetto cromatico particolare, nella piena “libertà dell’acqua di farsi colorare dal cielo”. Sul lato opposto, una scenografica quinta in pietra, si erge a pelo d’acqua: il ruolo di questo elemento è un un’unione di decorazione e di funzionalità, nascondendo le docce esterne. Un restauro delicato, quasi impercettibile, quello di Maria Rita Pavone, che tocca anche il resto dei corpi esistenti, sparsi nel parco/giardino, come l’uccelliera - pian piano restituita al suo splendore originario, grazie ad un attento avoro eseguito sulla voliera in ferro battuto e sulle parti in muratura. Abitare in questo luogo, vivere in questa villa, significa vivere un piccolo pezzo di storia dell’arte e dell’architettura, che si è saputo conservare trovando il giusto equilibrio tra rispetto dei valori storico-ambientali e architettonici, ed esigenze abitative della committenza.

Testo - Massimiliano Gattoni
Foto - Vito Corvasce