Barili

Barili - Facebook Barili - Instagram Barili - Linkedin

Progetto

Barili - Il senso della pietra

Il senso della pietra

Progettista: M+T Architetti - Lucrezia Montalbò, Domenico Tanese, Vincenzo Alba, Marcella Alba
Intervento: Ristrutturazione Hotel Masseria Torrepietra
Luogo: Monopoli (BA)
Anno di realizzazione: 2018
Dati dimensionali: 600 mq
Pubblicato in: Progetti - Speciale Bari
Edizione periodica: Dicembre 2018
Casa editrice: Quid Editori

Una masseria di Monopoli come nuovo e antico concetto di ospitalità, design e benessere

Un uliveto su cui la storia pugliese riposa placida. Questo è lo scenario dove la Masseria Torrepietra si staglia. A sud di Monopoli, a ridosso della prima periferia, si trovava il nucleo dell’edificio la cui storia comincia sul finire del diciannovesimo secolo. Gli attuali proprietari, attenti al gusto e alla tradizione locale, danno un’impronta più spiccatamente alberghiera e imprenditoriale alla masseria, quando - nel 2009 - fanno realizzare ex novo due edifici a due piani ad ampliamento del nucleo iniziale che nel contempo viene rispettato e inglobato nell’innovazione. Per garantire sempre il meglio, la proprietà ha voluto rinnovare e ristrutturare il look di uno di questi due edifici, affidandone il progetto allo studio M+T Architetti, composto da Lucrezia Montalbò e Domenico Tanese, a cui si affiancano i due progettisti Vincenzo e Marcella Alba. Tutto è cominciato agli albori del 2018, quando al team di lavoro è stato chiesto di intervenire, rinnovando i 600 mq di stabile in cui trovano posto quattordici camere (nove al pian terreno e cinque al primo piano): in origine, questa struttura si presentava come un parallelepipedo il cui telaio in cemento armato viene rivestito perimetralmente dal tufo locale (in continuità con le preesistenze); dallo stile rustico vernacolare troppo pesante anche a causa di rimandi e superfetazioni non sempre in dialogo tra loro; senza un vero e proprio isolamento acustico tra un alloggio e l’altro né tra piano e piano; ed infine, con un convettore a parete - per il condizionamento - che oltre ad essere una presenza ingombrante, si dimostrava anche decisamente antiestetica. A questa situazione già di per sé non felice, va aggiunta un’ulteriore sfida per i progettisti: il vincolo di non modificare le aperture dell’edificio, mantenendo così invariato il numero degli alloggi. Innanzitutto, i progettisti hanno creato un rapporto di dialogo con la committenza, individuando tre tipologie di alloggio che potessero creare una linea guida nelle strategie di marketing della struttura ricettiva, giungendo poi a categorizzarle in Junior Room, Superior Room e Suite Room. Queste nuove tipologie sono state riviste in una chiave moderna, attenta al design e al comfort, senza però discostarsi stilisticamente dal contesto della masseria: il bianco è allora il colore dominante, nelle pareti e nei controsoffitti che, in un tocco di classicismo, rimandano ad un tempo della memoria e agli spazi familiari. In questo ambito, il tema della tradizione ritorna potente tramite i letti in muratura delle cinque camere al primo piano; tramite il legno per le finiture; tramite il metallo brunito che definisce gli arredi; tramite il lino chiaro delle tende; tramite le superfici esterne scialbate a calce nelle parti in tufo e infine tramite le cementine che caratterizzano gli spazi più importanti del piano padronale. In ogni camera si ha modularità nelle decorazioni: pattern di piastrelle decorate, vengono riproposte nelle testate dei letti e nei rivestimenti parietali dei bagni open space, veri e propri luoghi di connessione tra zona notte e living in ogni stanza della struttura, con una forte e caratterizzante matericità che è poi un richiamo alla tradizione locale, riconoscibile in certi pavimenti ceramici che si ritrovano nelle storiche ville di pregio del territorio. Soffermandosi sull’arredo, si nota come lo spazio sia stato liberato da ogni ostacolo e impedimento: i televisori sono sospesi e gli armadi sono stati sostituiti da un’appenderia metallica (anch’essa in sospensione), portando all’elemento di pregio dell’alloggio, ovvero l’alcova, ulteriore richiamo alla tipicità che però, da nicchia, viene reinventata a spazio prezioso, con tanto di pedana in legno in parquet di rovere di Fontaines, che formano grafiche e design sempre diversi. E che dire infine dell’illuminazione? Tagli netti e lineari nelle testate dei letti, illuminano e creano atmosfere emozionanti, assieme agli elementi nella pedana e alle lampade led a bulbo, sospese, nei salotti o nei bagni. Un risultato finale che ha sottolineato come rigore ed emozione possano essere una combinazione capace di coesistere nell’artigianato, nei complementi d’arredo su misura e, al tempo stesso, negli elementi di design più ricercati. La tradizione viene dunque rinnovata e messa in mostra grazie al lavoro di un team che ha saputo far convivere elementi contrastanti, dando senso profondo alla pietra che vive nella masseria.

 

Testo - Massimiliano Gattoni
Foto - Vito Corvasce