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Progetto

Barili - Natura cittadina

Natura cittadina

Progettista: Gemma Radicchio
Intervento: Realizzazione di un edificio residenziale
Luogo: Bari
Anno di realizzazione: 2016 - 2018
Dati dimensionali: 25.588,00 mc (58 unità abitative, un ufficio, 92 box auto, 34 posti auto)
Pubblicato in: Progetti - Speciale Bari
Edizione periodica: Dicembre 2018
Casa editrice: Quid Editori

Un nuovo edificio residenziale porta il verde in centro città

Ridefinire, ricostruire una città significa conferire ad essa un’identità ed una riconoscibilità rispetto ad altri luoghi urbani. Un ruolo fondamentale in questa delicata mansione è, naturalmente, affidato al progetto di architettura, il quale diviene occasione basilare per riflettere sul concetto stesso di centro urbano nonché strumento in un procedimento compositivo a grande scala. Da qui è partita l’idea progettuale dello studio dell’architetto Gemma Radicchio per il Parco Villa del Sole, recentemente realizzato a Bari. Tale riqualificazione ha previsto la realizzazione di un edificio, destinato a civile abitazione, a forma di ferro di cavallo, su un suolo di circa 8.500 mq situato in corso Alcide De Gasperi. Il manufatto comprende 7 piani fuori terra, oltre ad un parcheggio privato interrato ed uno a raso. Percorrendo corso De Gasperi, giunti in prossimità dell’edificio in questione, si coglie immediatamente una sospensione nel continuum urbano, una interruzione che fa cogliere fin da subito, allo spettatore, la profondità dello spazio vuoto che viene definito prima dal parco e poi dalla corte. La scelta di un edificio che si apre verso il parco antistante è figlia di una riflessione profonda, incentrata sulla relazione tra l’uomo e l’ambiente, secondo la quale ogni appartamento si deve legare al contesto che lo ospita, in questo caso il verde e la natura del parco. Lungo il viale alberato che conduce all’ingresso dell’unità immobiliare si percepisce la certosina ricerca di un rapporto che unisca spazio costruito e spazio aperto; il camminamento e la prospettiva visiva da esso creata, infatti, portano il visitatore verso la grande corte lastricata, adornata al centro da palme ed altre essenze arboree, al termine del parco. Questa piazza ha un carattere spiccatamente privato, mirato per far sentire davvero a casa chi qui abita. Il valore del progetto sta proprio nel suo privilegiato rapporto con l’ambiente; l’edificio vuole essere una sorta di contrafforte della città, come una madre amorosa vuole proteggere la corte, aprendola però, allo stesso tempo, verso la natura, raffigurazione, non certo troppo nascosta, di uno dei più importanti beni collettivi del nostro tempo: l’ambiente in cui viviamo. Sugli otto livelli della residenza plurifamiliare sono distribuiti cinquantotto appartamenti; sulla facciata principale, quella di cui si è parlato poc’anzi che racchiude corte e giardino, affacciano tutti i soggiorni e le cucine. I terrazzi sono stati pianificati per garantire ad ogni residenza le medesime condizioni di illuminazione e la stessa disponibilità di spazi aperti; coerentemente con questa logica si sono poi arretrati i piani sesto e settimo, così da aprire ancor più l’edificio verso il parco. La centralità del verde è evidente sia sui balconi che sul lastrico solare ed esso contribuisce alla creazione di un microclima ottimale, ponendosi come elemento utile per la coibentazione condominiale. Ogni appartamento è differente per dimensione e disposizione, ma ovunque gli spazi interni si aprono verso l’esterno attraverso ampi terrazzi, i quali si vivono come veri e propri ambienti della casa. Ogni unità è arricchita da ampie vetrate affacciata sia sul parco, sia sulle aree circostanti; la composizione è volutamente severa, per metter meglio a fuoco la nudità delle forme regolate con misura e proporzione, le quali donano carattere all’intera dimora. Il committente, costruttore esperto, è stato di grande aiuto allo studio di progettazione, garantendogli una realizzazione fedele in tutto e per tutto al disegno e ora, a cantiere concluso, è con una certa soddisfazione che i progettisti affidano il frutto del loro ingegno all’osservatore.

 

Testo - Mattia Mezzetti
Foto - Vito Corvasce